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Approcciare al mondo del trading: i consigli per investire consapevolmente da neofiti

Complice la forte perdita di appeal del settore immobiliare, causata in primis dall’elevata tassazione sulle case non adibite a residenza principale, oltre al significativo aumento del rischio locativo, negli ultimi quindici anni la modalità d’investimento prediletta dagli italiani è, senza alcun dubbio, quella inerente al mondo finanziario.

In questo segmento, a differenza del “mattone”, è possibile investire senza impiegare una somma significativa: spesso, infatti, si può approcciare a questo mondo con una somma modesta. Anzi, a detta di alcuni, quando ci si affaccia per la prima volta nel mondo finanziario, sarebbe buona norma, anche se si disponesse di somme ingenti, investire una cifra contenuta.

Prima di investire, è buona norma avere ben chiari i propri obiettivi e il tempo nel quale realizzarli

Ogni risparmiatore, infatti, dovrebbe capire come si impara a investire i propri soldi nel mondo finanziario, al fine di operare in quest’ambito consapevolmente. In finanza, d’altro canto, l’improvvisazione paga solo di rado: i “maghi” della finanza, come la storia insegna, hanno vita breve. Chi riesce ad ottenere risultati, invece, è perché opera con cognizione di causa e dedica una piccola parte del proprio tempo quotidiano ai propri risparmi.

Il primo passo indispensabile, in tal senso, è avere ben chiari quali siano i propri obiettivi di investimento, tradotto in parole semplici “le aspettative di rendimento”, e in quale orizzonte temporale raggiungerli. In questo caso, è bene ricordare un concetto cardine della finanza: elevate aspettative di rendimento, implicano l’accettazione da parte dell’investitore di un rischio maggiore.

Ogni asset, come noto, fa storia a sé: il comparto obbligazionario, ad esempio, è di norma meno rischioso rispetto a quello azionario, anche se alcuni settori dello stesso, come l’High Yield, non possono essere certo derubricati alla sezione “basso rischio”. Oltre agli obiettivi, di conseguenza, chi si affaccia per la prima volta ai mercati deve tenere ben presente che tipologia di rischio assumersi.

Nell’attuale contesto, con i titoli “free-risk” che non rendono alcunché e il trend è destinato a proseguire ancora a lungo, è indispensabile accettare un po’ di rischio, anche minimo, per vedere rivalutati i propri soldi. Grazie ad Internet, oltretutto, è possibile approcciare al mondo finanziario ed imparare i segreti per investire in rete grazie al trading online, un fenomeno, quest’ultimo, che aumenta costantemente col passare del tempo.

Come imparare a fare trading grazie alla rete telematica

La rete, infatti, offre, spesso gratuitamente, dei corsi di trading ai quali chiunque, grazie all’utilizzo di una terminologia semplice e di facile comprensione, può accedere ad operare nel mondo del trading online in maniera maggiormente consapevole. In tal senso, il primo step è costituito dalla scelta di un broker serio ed affidabile, che sia in grado di offrire un servizio trasparente e sicuro.

Anche il mondo finanziario, così come qualsiasi altro settore, è esposto alle bufale via web: diffidare sempre, senza alcun tentennamento, di chi paventa la possibilità di ottenere alti rendimenti senza dover sopportare alcun rischio. I portali professionali, infatti, mettono in guardia gli utenti sugli eventuali rischi da sopportare quando si fa trading, che resta, comunque, un mondo ricco di opportunità.

Grazie ad Internet, infatti, i risparmiatori hanno la possibilità di investire in un numero ampio di asset finanziari, alcuni dei quali, oltretutto, accessibili solo tramite la grande rete telematica. E’ il caso, ad esempio, del Forex e delle Criptovalute, che devono la loro popolarità, sempre più elevata col passare del tempo, grazie al web.

Questa pluralità di opportunità, ben si abbina con un concetto cardine della cultura finanziaria: la diversificazione. I neofiti del trading online, infatti, devono essere consci che investire in un unico asset, peggio ancora in titoli di un unico emittente, espone l’utente ad un maggiore rischio settoriale o di credito: investire in un ampio numero di titoli e asset, invece, consente di mitigare al meglio il concetto di rischio.

Iniziativa-per-un-'-immigrazione-moderata

Iniziativa per un’immigrazione moderata

Iniziativa per la limitazione

Se ne parlava già negli ultimi mesi dell’anno scorso, e il 25 gennaio il partito dell’UDC ha dato il via ad una iniziativa “Per la limitazione”.

Su questa iniziativa si andrà alle urne il 17 maggio.

Questa iniziativa vorrebbe limitare l’immigrazione in Svizzera e anche porterebbe all’abolizione della libera circolazione delle persone.

A detta dell’UDC questo potrebbe risolvere parecchi problemi di  natura sociale, finanziaria ed ecologica in Svizzera.

Il presidente dell’UDC Albert Rösti afferma che la Confederazione deve potere tornare a regolare l’immigrazione come faceva prima della libera circolazione delle persone con l’Ue e quindi in modo indipendente.

Per una immigrazione moderata

Il testo andrà al voto il 17 maggio e ha come obiettivo il portare avanti l’iniziativa per una immigrazione moderata, ovvero che si pone contro un’immigrazione di massa.

Chiede quindi la rinegoziazione  della libera circolazione delle persone con l’Ue e se del caso anche la rescissione dell’accordo.

Ovviamente molti sono contrari poichè vi è il rischio di mettere a repentaglio gli accordi bilaterali I.

Tuttavia, come afferma Rösti, tale iniziativa di limitazione non è un annullamento, come invece affermano gli oppositori.

Sarebbero interessati solo sei su oltre 120 trattati bilaterali tra Svizzera e Ue. Ad esempio l’accordo di libero scambio non sarebbe per niente toccato.

Andrebbero modificati sono 6 accordi che per l’Udc sono particolarmente dannosi per il paese. Secondo Rösti infatti la libera circolazione ha portato ulteriore alla Svizzera solo un’elevata immigrazione, una maggiore pressione sui posti di lavoro, sui salari e anche sui servizi sociali.

Inoltre genera anche maggiore traffico stradale, inquinamento e inoltre può mettere in pericolo la sicurezza, in particolare nelle regioni di confine.

Quindi questa iniziativa secondo coloro che la stanno portando avanti, apporterebbe solo vantaggi per il paese, una volta approvata.

Opposizione a tale iniziativa

Ci sono però molti oppositori a tale iniziativa per la limitazione, come ad esempio le grandi imprese, anche perché molti manager sono stranieri e non conoscono davvero la situazione della Svizzera.

Anche il Consiglio degli Stati, con 38 voti a 4 e 3 astenuti si pronuncia contro il testo.

Infatti tutti gli altri partiti sono contrari al testo che metterebbe secondo loro a repentaglio il benessere della Svizzera e i suoi rapporti con Bruxelles.

La consigliera federale Karin Keller-Sutter, assieme ad altri, afferma che l’iniziativa  “metterebbe in discussione l’approccio bilaterale con l’UE nel suo complesso (gli accordi decadrebbero in virtù della clausola ghigliottina)”.

Il popolare democratico Daniel Fässler ha detto invece “Non nego che la libera circolazione delle persone possa avere delle conseguenze negative, ma essa consente ai datori di lavoro di assumere professionisti in modo rapido, flessibile e senza oneri amministrativi nell’area UE/AELS”.

Per contrastare tale iniziativa è nato anche un Comitato unitario per la libera circolazione (Culc) presso la Casa d’Italia a Berna. Questo Comitato raccoglie innumerevoli organizzazioni italiane, sia datate che di recente formazione, seguendo l’esperienza del primo Convegno delle associazioni di emigrati italiani in Svizzera (a Lucerna, nel 1970) che portò alla sconfitta a quel tempo della prima iniziativa Schwarzenbach.

Esso vuole rispondere all’esigenza di non sottovalutare questa campagna per la limitazione, e anche “per contrastare con veemenza l’ennesimo attacco ai diritti degli stranieri e delle straniere a opera dell’Unione democratica di centro (UDC)”.

Per le associazioni che portano avanti tale comitato infatti l’iniziativa per la limitazione porterebbe  indietro il paese, se fosse revocato l’accordo sulla libera circolazione, e si avrebbe un impatto economico negativo per la Svizzera.

Tende a salvaguardare sopratutto i diritti di molti lavoratori e lavoratrici straniere, e invita altre associazioni anche non italiane a parteciparvi. Si rivolge sopratutto a cittadini svizzeri che hanno un background migratorio, ma anche a migranti che non hanno ancora il diritto di voto.

Storico accordo tra Travala e Booking.com: sarà possibile pagare in criptovalute

Le criptovalute sono il futuro e il mondo delle monete virtuali non può essere assolutamente sottovalutato – e ciò viene abilmente sottolineato da realtà come criptovalute24.com -, soprattutto alla luce di tutti quei movimenti di mercato che si sono creati e che quotidianamente si creano intorno all’utilizzo delle monete virtuali. Eppure, se ancora dovessero servire delle dimostrazioni pratiche di questo concetto, si potrebbe far riferimento a quelle pratiche che vengono messe a punto quotidianamente, e che rappresentano una svolta nei mercati di riferimento e non solo: in quest’ottica, può definirsi storico l’accordo arrivato tra Travala e Booking.com, grazie al quale una camera d’albergo cercata con il noto motore di ricerca potrà essere pagata in criptovalute. 

Che cos’è Travala

Coloro che non hanno mai sentito parlare di Travala prima dello storico accordo giunto con Booking.com ignorano la natura e la composizione di un’azienda molto interessante, che sfrutta delle tendenze di mercato che ormai non possono considerarsi novità e che, soprattutto, è riuscita a investire in un settore sempre crescente, nell’economia pratica – e non solo, di tutti i paesi del mondo, che siano essi economie forti o in via di sviluppo.

L’accordo che ha riguardato Travala e Booking.com ha certamente avuto un impatto mediatico di grandissimo livello, ma non è stato l’unico nel suo settore. Il mercato delle criptovalute si è radicalmente espanso nel mondo del turistico e nei settori alberghieri, riuscendo a trovare accordi di grande natura e – soprattutto – con realtà commerciali concrete e importanti.

Basti pensare, a dimostrazione di ciò, che Alternative Airlines è riuscita a stringere un accordo con il servizio Utrust, per permettere a tutti i suoi clienti di pagarsi un normale biglietto aereo semplicemente utilizzando criptovalute. E non è finita qui, dal momento che i cofondatori di Norwegian Air hanno deciso di investire nel mondo delle criptovalute lanciando il primo exchange di riferimento, al fine di permettere – in futuro – all’azienda di utilizzare come metodo di pagamento proprio quello delle monete virtuali. Insomma, sempre più indizi fanno una prova: il mondo delle criptovalute non può essere assolutamente sottovalutato per la sua portata, e per la sua capacità di attecchire in situazioni reali.

L’accordo tra Travala e Booking.com

“Questa partnership consente ai nostri utenti di accedere alle offerte di Booking.com, nonché a quelle di numerosi altri noti servizi di viaggi, il che rappresenta un’opportunità fantastica per il nostro token AVA, e un altro enorme passo verso l’adozione di massa delle criptovalute.”, è con queste parole che il CEO di Travala, Matt Luczynski, ha annunciato una parnership storica, che porterà coloro che utilizzano e pagano con criptovalute a poter pagare una semplice stanza di albergo. 

Si tratta di un accordo incredibile, che merita di essere sottolineato soprattutto per le tante possibilità che avranno a disposizione gli utenti, che potranno pagare – qualora lo vorranno – su Booking.com attraverso Bitcoin (BTC), Ether (ETH), Dash (DASH), Bitcoin Cash (BCH), Litecoin (LTC), EOS, Stellar (XLM), Cardano (ADA), Binance Chain (BNB), Monero (XMR), Tron (TRX), XRP eDai (DAI), tutte criptovalute che saranno opportunamente supportate dal motore di ricerca per alberghi grazie all’accordo.

BTP

BTP, calano i rendimenti: gli italiani, finalmente, diversificano i propri investimenti

Investire, da sempre, è una priorità per ogni cittadino italiano, popolo avvezzo al risparmio più di qualsiasi altro popolo al mondo. Non è casuale, di conseguenza, che il nostro paese, nonostante un debito pubblico abnorme, il secondo per dimensioni dopo quello greco, sia ancora considerato uno dei più importanti al mondo. Il risparmio privato, in tal senso, fa la differenza.

Dove allocano le proprie risorse finanziarie gli abitanti del Belpaese? Storicamente, i titoli di stato hanno rappresentato un porto sicuro, grazie anche rendimenti a doppia cifra. Altri tempi. L’Italia, all’epoca, viveva ben oltre le proprie possibilità, anche se i cittadini, grazie ad un diffuso benessere, non se ne rendevano conto.

Negli ultimi vent’anni, però, è arrivato il conto da pagare. Assai salato. E con l’ingresso nell’euro, e la perdita di parte della propria autonomia di Banca Italia, la dinamica dei tassi è stata appannaggio della Banca Centrale Europea. Un bene, indubbiamente, per la stabilità economica del nostro paese, da sempre esposta fortemente alle aggressioni dall’esterno, come accadde in principio degli anni ’90 con l’azione speculativa in borsa di Soros. Un “male”, invece, per i rendimenti dei nostri titoli di stato, che non torneranno mai ai livelli degli anni ’80 e scesi drasticamente.

Oggi, investire in un titolo di stato come il BTP garantisce un rendimento poco appetibile. E costringe, di conseguenza, l’investitore italiano ha diversificare i propri investimenti, abbracciando anche mercati fino a pochi anni fa inesplorati, come gli azionari e gli ETF, oppure ricorrere alla sottoscrizione di fondi comuni di investimento, estremamente efficaci dal punto di vista della diversificazione del rischio anche se, talvolta, troppo onerosi.

La discesa dei rendimenti dei titoli di stato, però, ha portato anche dei benefici. E quello già citato della diversificazione nell’allocazione delle proprie risorse finanziarie, ad esempio, è forse il maggiore, che va incontro ad un concetto, a dir poco fondamentale, dell’educazione finanziaria di ogni singolo cittadino.