I nuovi social network: chi sarà il prossimo Facebook?

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I nuovi social network: chi sarà il prossimo Facebook?

La rivoluzione che ha condizionato la quotidianità di tutto il mondo negli ultimi anni è stata veramente massiccia e si potrebbe anche dire totalizzante. Non troppo tempo fa, sarebbe stato difficile se non impossibile ipotizzare un legame così stretto e forte tra la vita ordinaria, in ogni suo dettaglio, ed il mondo digitale.

Ormai qualsiasi aspetto, anche il più banale, di una normale giornata è profondamente connesso con il virtuale: a partire dalla vita privata fino a quella lavorativa. Il vero motore di questa rivoluzione sono senza dubbio stati i social network, con Facebook che è ormai da anni un simbolo di tutta la categoria. Certo ne esistono molti altri, a partire da quel WhatsApp ormai imprescindibile per la messaggistica istantanea, ma l’idea collegata al marchio Facebook è davvero omnicomprensiva.

La piattaforma in questione è però nata nel 2004, ed è stata il vero precursore di tutto il mondo di realtà virtuale nel quale oggi ci muoviamo. A partire da quell’anno, sono nate migliaia di altre app sullo stesso modello, con scopi anche ben precisi come per esempio tutti quegli appositi social network per fare web marketing. Ma quali sono i social media di nuova generazione che si candidano ad essere i nuovi Facebook?

Il nuovo Facebook: i migliori tre candidati e le caratteristiche

Partiamo da un importante presupposto: in questa analisi prendiamo in considerazione soltanto quei social media nati negli ultimi anni e che però potrebbero davvero, con il tempo, riuscire a ricevere il testimone dalla piattaforma fondata ad Harvard. Questo, per via del fatto che si inseriscono nella scia da esso tracciata.

È quindi un discorso relativo alle principali caratteristiche distintive di questi social, non ai trend di maggiore rilievo di questo 2020: un social come TikTok per esempio sta assolutamente spopolando a livello mondiale, ed ha ottenuto la copertina nel settore ormai da mesi, ma non può rientrare in questo elenco poiché a livello concettuale – e di conseguenza pratico – non è basato sulle stesse qualità e funzionalità.

Andiamo a vedere allora, seguendo i parametri appena descritti, quali possono essere i principali candidati a prendere il posto di Facebook in un futuro prossimo. Uno dei più importanti è di certo rappresentato dalla piattaforma Diaspora, che sembra seguire proprio il modello lanciato dal guru del settore ma andando a costituirne un’alternativa decentrata. Che cosa significa? Che questo social network è in realtà una piattaforma, costituita a sua volta da vari network differenti.

Proprio questa sua infrastruttura decentrata permette però a Diaspora di offrire una qualità ed un’attenzione molto elevate per quel che riguarda la protezione dei dati. Al momento, questo social vanta circa 50 mila utenti attivi: numeri certamente da migliorare per poter provare a competere con il colosso del settore.

Diverso e molto particolare il discorso relativo ad Ello, altro competitor che però ha deciso fin dalla sua fondazione – avvenuta nel 2012 – di puntare su una caratteristica distintiva molto rara al giorno d’oggi: la volontà di essere un social network totalmente privo di pubblicità. Al di là dell’aspetto collegato alla “noia” che gli utenti possono provare nel trovarsi di fronte continue inserzioni, questo ha delle conseguenze anche a livello pratico: Ello non permette infatti la trasmissione degli utenti per fini pubblicitari, e dunque rinuncia di fatto alle pubblicità personalizzate. Tuttavia a questa rivoluzionaria piattaforma sembrano mancare delle funzionalità di base presenti invece su Facebook, che dovrebbero essere implementate.

Completa questo podio Vero, applicazione esistente già dal 2015 che tuttavia è divenuta popolare solo in tempi più recenti, arrivando a superare i 3 milioni di utenti registrati. Questa è forse l’alternativa ad oggi più concreta a Facebook, sia in termini numerici che di funzionalità, ma c’è un grosso punto interrogativo relativo all’affluenza futura. Il motivo di tale crescita esponenziale infatti è stata la possibilità temporanea di sottoscrivere abbonamenti gratuiti a vita. Vero però è nato come social network a pagamento, ed è destinato a tornare tale. Una caratteristica che potrebbe anche rappresentare un limite molto importante.